Tutto il turismo cervese si schiera per la deroga alla Bolkestein
Inserito il 21/02/2012
Noi associazioni e rappresentanti delle imprese turistiche cervesi, dopo aver analizzato i rischi dell’applicazione della direttiva servizi Bolkestein agli stabilimenti balneari, chiediamo unitariamente al governo italiano di manifestare con urgenza all’Unione Europea la necessità di escludere dall’obbligo di asta le imprese turistico balneari.
Riteniamo che ne oggi ne mai sussistano ragioni economiche e di libera concorrenza tali da imporre una procedura di evidenza pubblica che, non riconoscendo gli investimenti fatti e bloccando quelli futuri, potrebbe mettere in ginocchio nel nostro territorio centinaia di imprese balneari piccole e medie che rappresentano, insieme con le altre del settore turistico, il tessuto connettivo prioritario dell’economia locale, garantendone qualità e integrazione.
L’obbligo di asta, previsto dalla Bolkestein, rischia di distruggere queste imprese e portare pochi grandi gruppi monopolistici – magari solo finanziari e non operativi nel turismo - al comando di uno degli asset fondamentali dei servizi turistici specifici della “marca Italia”. Tutto ciò porterebbe con se enormi rischi per i cittadini e per i consumatori: dall’aumento dei prezzi dell’offerta turistica complessiva alla fine di un rapporto positivo ed equilibrato con il territorio; dall’opacità di interventi a rischio d’infiltrazione criminale fino alla vera e propria sottrazione alle comunità locali di un bene pubblico.
Oggi nella disciplina delle concessioni demaniali marittime non c’è nessuna discriminazione alla concorrenza – sia interna che internazionale – visto che in questi anni è stato proprio il mercato a regolamentare, dentro un quadro di responsabilità sociale dell’impresa, il principio della concorrenza garantendo comunque un modello che prevede un ottimo rapporto qualità-prezzo e grande ricorso all’innovazione.
Questo modello balneare ha consentito prima la crescita e poi il potenziamento e la qualificazione dell’intera offerta turistica romagnola e, su altri livelli, italiana. Non si capisce proprio perché, invece di spingere verso una maggiore innovazione e anche maggiore redditività della concessione, si vada invece verso la distruzione di tante piccole e medie imprese che funzionano e creano ricchezza per il territorio.
Le associazioni firmatarie di questa nota rappresentano il mondo turistico cervese nel suo complesso: gli stabilimenti balneari, le strutture ricettive, i pubblici esercizi, la ristorazione e il commercio, le imprese artigiane e dei servizi turistici. E questo mondo ora chiede la deroga alla Direttiva Servizi per il balneare e vuole che venga riconosciuto il ruolo fondamentale delle attività turistiche nel loro complesso nell’economia italiana.
Il sistema turistico cervese e romagnolo è disponibile a fare la sua parte per il risanamento del Paese ma non a pagare prezzi inspiegabili perché questo risanamento viene pensato a scapito di categorie e servizi alla collettività che non facendo parte del mondo finanziario o industriale sono storicamente meno protette e tutelate.
Alla Regione Emilia Romagna e agli enti locali noi chiediamo di essere in prima fila nell’impegno a convincere il Governo Monti a richiedere la deroga all’Unione Europea; ai cittadini di sostenere questa volontà; ai diretti interessati di mobilitarsi per salvare le imprese e, con loro, il nostro turismo.

